{"id":4194,"date":"2023-11-15T15:09:31","date_gmt":"2023-11-15T15:09:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.consultingpb.com\/?p=4194"},"modified":"2023-11-15T22:11:25","modified_gmt":"2023-11-15T22:11:25","slug":"la-bufala-facebook-e-un-disastro-di-consapevolezza-privacy-e-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.consultingpb.com\/en\/blog\/diritto-rovescio\/la-bufala-facebook-e-un-disastro-di-consapevolezza-privacy-e-digitale\/","title":{"rendered":"Ora \u00e8 ufficiale, abbiamo disattivato il cervello.  La bufala su Facebook, ma il problema non \u00e8 il social network"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.consultingpb.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/image-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4232\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><a href=\"mailto:?subject=La%20bufala%20Facebook%20%C3%A8%20un%20disastro%20di%20consapevolezza%20privacy%20e%20digitale&amp;body=https:\/\/www.cybersecurity360.it\/legal\/privacy-dati-personali\/la-bufala-facebook-e-un-disastro-di-consapevolezza-privacy-e-digitale\/\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>bufala<\/strong>, che ha avuto origine da una serie di post virali, afferma che Facebook avrebbe iniziato a far pagare gli utenti per i loro servizi. Tuttavia, questa affermazione si \u00e8 rivelata completamente infondata.<\/p>\n\n\n\n<p>Facebook, come molte altre piattaforme di social media, guadagna attraverso la pubblicit\u00e0. Gli inserzionisti pagano per avere accesso alla vasta base di utenti del sito. Questo modello di business ha permesso a Facebook di rimanere gratuito per i suoi utenti.<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo sempre pi\u00f9 connesso, le notizie false e le informazioni fuorvianti possono diffondersi rapidamente. E&#8217; proprio quello che \u00e8 successo con la recente <strong>bufala<\/strong> di Facebook. Ma oggi, possiamo finalmente mettere a riposo questa storia.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>bufala<\/strong> continua a circolare. Questo evidenzia l&#8217;importanza della verifica delle informazioni prima di condividerle. In un&#8217;epoca in cui le notizie false possono diffondersi rapidamente, \u00e8 fondamentale fare la propria parte per fermare la diffusione di informazioni fuorvianti. E&#8217; importante ricordare che non tutte le informazioni che troviamo online sono veritiere. Prima di condividere una notizia, \u00e8 sempre una buona idea verificarne l&#8217;accuratezza. <strong>Ricordate, una notizia falsa condivisa \u00e8 una societ\u00e0 ingannata.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo tutti responsabili della verit\u00e0 che circola online. Facciamo la nostra parte per mantenere internet un luogo di informazione accurata e affidabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene possa sembrare motivo di gioia, dobbiamo ricordarci che non ci sono molte ragioni per ridere.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; evidente che siamo di fronte ad  un segno della scarsa consapevolezza digitale di molti italiani riguardo alla privacy e ai termini di servizio dei social media, tanto grave quanto \u00e8 massiccio l&#8217;utilizzo del social network durante la nostra giornata quotidiana. <\/p>\n\n\n\n<p>Un messaggio chiaramente falso \u00e8 stato diffuso online da un anonimo scherzoso, riuscendo a ingannare altri utenti. Successivamente, la natura virale dei social media ha contribuito a diffondere ulteriormente questa falsit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-b326896a133da96fd8f53ec91567d7c7\" id=\"h-gli-italiani-passano-online-oltre-30-anni-della-loro-vita\"><a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/tecnologia\/internet_social\/2022\/12\/03\/gli-italiani-passano-online-oltre-30-anni-della-loro-vita_4021ffd0-4887-4a50-80e5-7d3b005df4af.html#:~:text=La%20maggior%20parte%20del%20tempo,come%20Facebook%2C%20Instagram%20e%20TikTok.\">Gli italiani passano online oltre 30 anni della loro vita<\/a><\/h2>\n\n\n\n<p>La <strong>bufala<\/strong> non \u00e8 la prima e non sar\u00e0 l&#8217;ultima. Il messaggio \u00e8 scritto in un italiano non fluente e invita gli utenti a non concedere autorizzazioni a Meta &#8211; la societ\u00e0 proprietaria del social network &#8211; per l&#8217;utilizzo di foto e dati personali di chi \u00e8 iscritto alla piattaforma.<\/p>\n\n\n\n<p>Come accennato, la notizia in questione \u00e8 falsa poich\u00e9 Facebook non ha l&#8217;intenzione di addebitare alcun costo agli utenti. <\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>bufala<\/strong> \u00e8 comparsa dopo l&#8217;avviso da parte di Facebook<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.consultingpb.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/image-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4234\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Come abbiamo illustrato nel nostro articolo precedente<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-pb-consulting wp-block-embed-pb-consulting\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"a2wvo3A1Va\"><a href=\"https:\/\/www.consultingpb.com\/blog\/diritto-rovescio\/perche-facebook-e-a-pagamento\/\">L&#8217;Abbonamento a Meta,  il futuro della pubblicit\u00e0 profilata, il prezzo dei nostri dati<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;L&#8217;Abbonamento a Meta,  il futuro della pubblicit\u00e0 profilata, il prezzo dei nostri dati&#8221; &#8212; PB Consulting\" src=\"https:\/\/www.consultingpb.com\/blog\/diritto-rovescio\/perche-facebook-e-a-pagamento\/embed\/#?secret=KxgdakAk8S#?secret=a2wvo3A1Va\" data-secret=\"a2wvo3A1Va\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>La societ\u00e0 Meta, fondata e diretta da Mark Zuckerberg, ha deciso di lanciare una versione a pagamento dei suoi social network (Instagram e Facebook) per gli utenti europei. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo cambiamento entrer\u00e0 in vigore a partire dal 27 novembre. Da questa data  \u00e8 stata introdotta la possibilit\u00e0 per gli utenti di sottoscrivere un abbonamento mensile che consentir\u00e0 loro di utilizzare i servizi senza pubblicit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante sottolineare che questa opzione \u00e8 completamente facoltativa e non obbligatoria. <\/p>\n\n\n\n<p>l&#8217;Unione Europea sta attualmente lavorando per regolamentare l&#8217;utilizzo commerciale dei dati degli utenti. In linea con queste normative, Meta ha deciso di implementare un nuovo abbonamento a pagamento per coloro che desiderano continuare a utilizzare il servizio senza essere disturbati dalla pubblicit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel senso che \u00e8 ancora possibile e garantito utilizzare gratuitamente i due social. Coloro che scelgono di non sottoscrivere alcun abbonamento potranno comunque continuare a utilizzare questi servizi gratuitamente, ma visualizzeranno inserzioni pi\u00f9 rilevanti. Per questi utenti  niente cambier\u00e0 e non saranno obbligati ad abbonarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero che Facebook offre un&#8217;opzione a pagamento, ma la scelta di sottoscriverla \u00e8 volontaria. Questa opzione \u00e8 destinata esclusivamente a coloro che sono disposti a pagare per evitare la visualizzazione di pubblicit\u00e0 durante l&#8217;utilizzo della piattaforma.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutti gli altri utenti, vorrei precisare che l&#8217;accesso alla piattaforma rimarr\u00e0 sempre gratuito. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 fondamentale sottolineare che condividere un messaggio sgrammaticato sulla propria bacheca non offre alcuna protezione per i dati personali e la privacy degli utenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo tipo di messaggio, spesso condiviso con l&#8217;intento di proteggere la propria privacy online, afferma che la mancata pubblicazione di una dichiarazione consentir\u00e0 tacitamente a Facebook di utilizzare le foto e le informazioni degli utenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, \u00e8 importante sottolineare che tali dichiarazioni non hanno alcun valore legale e sono il risultato di informazioni errate e malintenzionate. <\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, \u00e8 consigliabile non condividere questo tipo di messaggio e fare affidamento sulle impostazioni di privacy fornite da Facebook per proteggere i propri dati personali.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa pratica non solo \u00e8 una <strong>bufala<\/strong>, ma indica anche una scarsa consapevolezza digitale da parte di molti italiani riguardo ai temi della privacy e dei termini di servizio dei social media. <\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, ci\u00f2 comporta il rischio di essere vittime di phishing mirato, mettendo ulteriormente a repentaglio la nostra sicurezza online.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ma-la-colpa-e-di-facebook\">Ma la colpa \u00e8 di Facebook?<\/h3>\n\n\n\n<p>Molti utenti, spesso poco informati o influenzati dagli algoritmi dei social network, si lasciano facilmente coinvolgere da notizie non verificate. Questo fenomeno \u00e8 preoccupante perch\u00e9 potrebbe confermare le statistiche che indicano che molti italiani non comprendono correttamente ci\u00f2 che leggono. E abbiamo delle prove a sostegno di questa affermazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo far capire a coloro che ci seguono e ci studiano che non abbiamo una conoscenza approfondita del mondo digitale che ci circonda e non comprendiamo i meccanismi aziendali delle piattaforme che utilizziamo.<\/p>\n\n\n\n<p>In gioco c&#8217;\u00e8 non solo la nostra riservatezza e sicurezza, ma anche la nostra credibilit\u00e0 <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.consultingpb.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/image-4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4238\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-vero-aggiornamento-di-facebook\">Il vero aggiornamento di  Facebook<\/h2>\n\n\n\n<p>Inizialmente, i social media sono stati fraintesi come servizi gratuiti. Tuttavia, nel tempo hanno adottato un modello di business che si basa sullo sfruttamento economico dei dati personali degli utenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Queste piattaforme raccolgono una vasta quantit\u00e0 di dati, che vengono elaborati e utilizzati per indirizzare agli utenti pubblicit\u00e0 mirata.<\/p>\n\n\n\n<p> I dati personali degli utenti rappresentano un valore economico significativo per i social network, compresa la piattaforma di Facebook. Nonostante l&#8217;utilizzo gratuito della piattaforma, essa riesce a generare profitti grazie alla raccolta e all&#8217;analisi dei nostri dati personali. Questo processo conferisce un valore economico ai nostri dati, poich\u00e9 siamo noi utenti a costituire tale valore.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa \u00e8 cambiato? Ora \u00e8 diventato ufficiale grazie all&#8217;introduzione di questa nuova formula di abbonamento. Tuttavia, il funzionamento \u00e8 rimasto lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>A fronte della corresponsione di un canone mensile, l\u2019utente avrebbe accesso ad una versione dei Social priva di pubblicit\u00e0 mirata e avulsa da qualsiasi strumento di profilazione o tracciamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualora l\u2019utente decidesse di non sottoscrivere l\u2019abbonamento, potrebbe comunque accedere ai Social prestando obbligatoriamente il proprio consenso a ricevere pubblicit\u00e0 mirata e ad essere profilato.<\/p>\n\n\n\n<p>Meta adotta l&#8217;approccio utilizzato da molte testate giornalistiche online, offrendo ai lettori la possibilit\u00e0 di scegliere se pagare l&#8217;abbonamento in denaro o &#8220;pagare con i propri dati personali&#8221; consentendo l&#8217;installazione di cookie di profilazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Questa opzione consente ai lettori di accedere ai contenuti del sito senza dover effettuare un pagamento diretto, ma piuttosto fornendo informazioni personali che verranno utilizzate per fini di profilazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-scelta-necessaria\">&#8220;Una scelta necessaria&#8221;<\/h3>\n\n\n\n<p>Con i dati personali diventati l&#8217;asset principale di piattaforme come Facebook e Instagram, l&#8217;introduzione del GDPR ha portato a una serie di interventi da parte delle Autorit\u00e0 Garanti privacy europee. Uno dei provvedimenti pi\u00f9 significativi \u00e8 stato quello dell&#8217;Autorit\u00e0 Garante Irlandese, che ha imposto a Meta una sanzione di circa 400 milioni di euro.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La Ripartizione della Sanzione<\/h4>\n\n\n\n<p>La sanzione \u00e8 stata suddivisa in due parti: 210 milioni di euro per le violazioni commesse su Facebook e 180 milioni di euro per quelle su Instagram. Questo provvedimento ha avuto un impatto significativo sul modello di business adottato da Meta.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"> Il Cambiamento del Modello di Business<\/h4>\n\n\n\n<p>Il provvedimento sanzionatorio ha dichiarato illegittimi quei trattamenti basati su clausole relative alla profilazione e alla pubblicit\u00e0 mirata, inserite nei Termini d&#8217;Uso della piattaforma, che gli utenti devono accettare integralmente per iscriversi.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"> L&#8217;Impatto sulla Raccolta dei Dati Personali<\/h4>\n\n\n\n<p>La raccolta dei dati personali da parte dei social media si \u00e8 complicata a causa di recenti provvedimenti normativi. In passato, i trattamenti dei dati degli utenti venivano legittimati attraverso l&#8217;accettazione dei Termini d&#8217;Uso al momento dell&#8217;iscrizione. Tuttavia, questa pratica non \u00e8 pi\u00f9 consentita. <\/p>\n\n\n\n<p>Il Garante irlandese ha emesso una sanzione che ha messo in discussione il modello di business adottato da Meta, dichiarando illegittimi i trattamenti basati su clausole relative alla profilazione e alla pubblicit\u00e0 mirata presenti nei Termini d&#8217;Uso della piattaforma. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli utenti sono tenuti ad accettare integralmente questi termini per potersi iscrivere alla piattaforma. Questo rende la raccolta dei dati personali, che rappresenta l&#8217;elemento chiave di queste piattaforme, pi\u00f9 complessa per i social media.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Profilazione dei Dati Personali: Un Nuovo Scenario per Meta<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cosa-e-la-profilazione\">che cosa \u00e8 la profilazione<\/h4>\n\n\n\n<p>La profilazione \u00e8 il processo automatizzato di raccolta ed elaborazione dei dati degli utenti al fine di suddividerli in gruppi in base alle loro preferenze. Questi gruppi sono chiamati &#8220;Cluster&#8221;. Un esempio comune di profilazione \u00e8 quando ci viene mostrata una pubblicit\u00e0 relativa a un servizio che abbiamo precedentemente cercato su un sito web. In questo caso, i nostri dati sono stati raccolti e utilizzati per mostrare pubblicit\u00e0 mirate in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il GDPR, la profilazione \u00e8 definita come l&#8217;utilizzo automatizzato dei dati personali per valutare aspetti personali di una persona, come il rendimento professionale, la situazione economica, la salute, le preferenze personali, gli interessi, il comportamento, l&#8217;ubicazione o gli spostamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, per determinare se si sta effettuando una profilazione, \u00e8 importante verificare se le persone sono tracciate online e se vengono prese decisioni o analizzate le loro preferenze, comportamenti e posizioni personali.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, la profilazione comprende il trattamento automatizzato dei dati personali per valutare aspetti personali di una persona fisica.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il Consenso \u00e8 Fondamentale<\/h4>\n\n\n\n<p>L&#8217;orientamento dell&#8217;European Data Protection Board (EDPB) \u00e8 chiaro: per realizzare attivit\u00e0 di profilazione, \u00e8 sempre necessario il consenso degli interessati[1] <\/p>\n\n\n\n<p>Attenzione per\u00f2: Il Garante privacy austriaco ha sollevato preoccupazioni sulla necessit\u00e0 di garantire la granularit\u00e0 del consenso, cercando di frenare le pratiche comuni di &#8220;consenso generalizzato&#8221;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"> L&#8217;Opzione dell&#8217;Abbonamento Mensile  Il &#8220;Pay or Okay&#8221;<\/h4>\n\n\n\n<p>Questa pratica \u00e8 simile al c.d. cookie pay wall, gi\u00e0 in uso in Italia e in altri paesi UE, soprattutto nel mondo dell&#8217;editoria. Alcuni Garanti di numerosi Paesi UE hanno mostrato una certa apertura al c.d. &#8220;pay or okay&#8221;, pur riservandosi una valutazione caso per caso<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;Informativa e il Costo<\/h4>\n\n\n\n<p>Due punti importanti da considerare sono l&#8217;informativa e il costo. Le due alternative disponibili devono essere chiare all&#8217;interessato, e deve essere spiegato cosa comporta il trattamento dei dati personali svolto da strumenti di tracciamento. <\/p>\n\n\n\n<p>E mi raccomando prestate attenzione, non fatevi ridere dietro<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.consultingpb.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/image-5-1024x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4240\" style=\"width:332px;height:auto\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.consultingpb.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/avv.-bozzo-1-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4242\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bufala, che ha avuto origine da una serie di post virali, afferma che Facebook avrebbe iniziato a far pagare gli utenti per i loro servizi. 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